Gli ceiling speakers rappresentano una delle tipologie più diffuse di altoparlanti per installazioni fisse. La loro forza sta nella capacità d’integrarsi in modo discreto negli ambienti, offrendo una copertura sonora uniforme senza comprometterne l’estetica e il design. A fronte di una proposta di mercato vastissima, marchi come Harmonic Design, Rondson, Lone Audio e Audiophony PA, propongono linee diversificate che rispondono alle esigenze di spazi commerciali, hotel e strutture ricettive, scuole, centri commerciali e impianti di evacuazione.
Nel panorama delle installazioni audio professionali, gli altoparlanti da soffitto, ceiling speakers appunto, occupano da sempre un ruolo centrale. La possibilità di nasconderli nei controsoffitti e di diffondere il suono in modo omogeneo, con ampia dispersione e dall’alto verso il basso, li rende indispensabili in molti contesti.
A differenza di altre tipologie di diffusori, gli altoparlanti da soffitto coniugano estetica e funzionalità, rispondendo alle esigenze di architetti e installatori che cercano soluzioni eleganti e poco invasive, ma anche a quelle dei tecnici che sono - giustamente - attenti anche alle loro prestazioni sonore. I marchi trattati da Audio Effetti interpretano questa categoria con approcci differenti, offrendo prodotti che spaziano dalla linea distribuita a 100 V a quelli che strizzano l’occhio all’Hi-Fi.
Prima di scegliere quale altoparlante farà al caso nostro, occorrerà decidere se fare una installazione “in tensione”, cioè con linea a 100 V, o a bassa impedenza.
Come spiegato in un nostro articolo dedicato all’argomento, la tecnologia delle linee a 100 V consente di collegare numerosi altoparlanti in parallelo lungo una linea comune, ciascuno dotato di trasformatore per regolare la potenza assorbita. Il vantaggio principale è la possibilità di coprire grandi superfici con un cablaggio semplice e con perdite minime, anche su lunghe distanze. La qualità sonora, pur non potendosi propriamente definire Hi-Fi, è adeguata alla riproduzione della voce e della musica di sottofondo, mentre la scalabilità del sistema consente di aggiungerli o rimuoverli facilmente.
Il calcolo del numero totale di altoparlanti che si possono usare su una linea pilotata in tensione è molto semplice, per la felicità degli installatori: basta dividere la potenza dell’amplificatore per la potenza (regolabile) associata ad ogni singolo altoparlante. Ad esempio, ad un ampli da 100 W si possono collegare 5 altoparlanti da 20 W cad. (100 / 20 = 5). Se gli altoparlanti sono da 10 W, se ne potranno collegare 10: il conto è molto semplice, perché basta sommare le singole potenze per arrivare a quella totale.
Ma c’è di più: la catena degli altoparlanti a 100 V potrà essere composta da modelli di potenza diversa fra loro. Ad esempio, facendo riferimento all’esempio di prima, 2 da 40 W (per un totale di 80 W) + 1 da 20 W, oppure 3 da 20 W + 4 da 10 W. L’importante è che la potenza totale sia pari, o inferiore, a quella erogata dall’ampli.
Discorso diverso per gli altoparlanti tradizionali, dove si deve considerare la semplice regola per cui due altoparlanti in parallelo da 8 ohm corrispondono a una impedenza totale di 4 ohm, oppure due altoparlanti in parallelo da 16 ohm corrispondono a una impedenza totale di 8 ohm e quindi bisogna evitare di scendere sotto all’impedenza di carico minima per cui è progettato l’amplificatore, pena l’intervento delle protezioni. In altre parole, ad un amplificatore stereo che è in grado di erogare 2 x 100 W su 8 ohm si potranno collegare solo 2 altoparlanti da 8 ohm o 4 (2 per canale) da 16 ohm.
Il calcolo del numero totale di altoparlanti che si possono usare su una linea pilotata in tensione è molto semplice, per la felicità degli installatori: basta dividere la potenza dell’amplificatore per la potenza (regolabile) associata ad ogni singolo altoparlante. Ad esempio, ad un ampli da 100 W si possono collegare 5 altoparlanti da 20 W cad. (100 / 20 = 5). Se gli altoparlanti sono da 10 W, se ne potranno collegare 10: il conto è molto semplice, perché basta sommare le singole potenze per arrivare a quella totale.
Ma c’è di più: la catena degli altoparlanti a 100 V potrà essere composta da modelli di potenza diversa fra loro. Ad esempio, facendo riferimento all’esempio di prima, 2 da 40 W (per un totale di 80 W) + 1 da 20 W, oppure 3 da 20 W + 4 da 10 W. L’importante è che la potenza totale sia pari, o inferiore, a quella erogata dall’ampli.
Discorso diverso per gli altoparlanti tradizionali, dove si deve considerare la semplice regola per cui due altoparlanti in parallelo da 8 ohm corrispondono a una impedenza totale di 4 ohm, oppure due altoparlanti in parallelo da 16 ohm corrispondono a una impedenza totale di 8 ohm e quindi bisogna evitare di scendere sotto all’impedenza di carico minima per cui è progettato l’amplificatore, pena l’intervento delle protezioni. In altre parole, ad un amplificatore stereo che è in grado di erogare 2 x 100 W su 8 ohm si potranno collegare solo 2 altoparlanti da 8 ohm o 4 (2 per canale) da 16 ohm.
Già da queste considerazioni si comprende che la scelta preferita dalla maggior parte degli installatori sia quella di lavorare in tensione, perlomeno se si devono usare molti altoparlanti, realizzare delle zone con potenza diversificata e, soprattutto, ridurre i costi.
Il tema del volume di carico è centrale quando si parla di altoparlanti da soffitto. A differenza dei diffusori Hi-Fi, progettati con cabinet calcolati per “accordare” la risposta del woofer e ridurre le risonanze, un altoparlante da incasso lavora spesso in un ambiente indefinito come il controsoffitto o l’intercapedine muraria. Questo spazio, ovviamente non progettato in funzione dei parametri dei trasduttori, può alterare la resa sonora, generando bassi poco controllati, risonanze indesiderate e una dispersione acustica irregolare e ciò si traduce in un suono “leggero” e privo di corpo, che nelle installazioni professionali può compromettere l’intelligibilità del parlato e rendere l’ascolto decisamente poco appagante. Inoltre, il volume non gestito può trasmettere vibrazioni alla struttura, riducendo il comfort acustico. Per risolvere questi problemi molti altoparlanti da soffitto sono dotati di volume di carico proprio, piccoli cabinet integrati, generalmente realizzati in ABS, che isolano la membrana e garantiscono prestazioni più prevedibili.
In alternativa si possono utilizzare back-can opzionali, accessori che creano un volume chiuso e controllato, molto diffusi nelle installazioni. La scelta di queste soluzioni consente di ottenere un suono più coerente e stabile, trasformando un impianto improvvisato in un sistema progettato con criteri acustici più affidabili.
Gli altoparlanti da soffitto si distinguono per alcune peculiarità tecniche e funzionali. Come accennato, dal punto di vista acustico sono progettati per diffondere il suono in modo ampio e uniforme, riducendo le zone d’ombra e garantendo l’intelligibilità del parlato. La loro installazione avviene tramite incasso nel controsoffitto, con griglie frontali sottili magnetiche ed eventualmente verniciabili, così da adattarsi al design degli ambienti. L’installatore sarà molto attento alle dimensioni dell’altoparlante, diametro e profondità, soprattutto se esiste già una foratura nella quale alloggiare lo stesso. In caso contrario, la foratura del controsoffitto deve essere precisa per evitare vibrazioni e garantire stabilità. Per questo, nella maggior parte dei casi il costruttore fornisce una dima.
La distribuzione degli altoparlanti va pianificata in base alla geometria dell’ambiente, così da ottenere una copertura uniforme. In edifici pubblici, la conformità normativa è imprescindibile: nei sistemi EVAC, ad esempio, è necessario utilizzare modelli certificati. Anche la manutenzione deve essere tenuta in debito conto: griglie removibili e cablaggi ordinati facilitano gli interventi futuri e riducono i tempi di fermo impianto.
Fra gli installatori, vi è spesso la tendenza a scegliere l’altoparlante più piccolo possibile, per esempio per chi vuole sfruttare gli incassi dei faretti, ma ovviamente uno con una membrana di dimensioni più generose sarà in grado di fornire una risposta di frequenza più estesa e un quindi un suono più corposo in gamma medio-bassa.
Vediamo ora alcune proposte dal catalogo Audio Effetti, sia a 100 V che a bassa impedenza.
Rondson e Audiophony PA si concentrano su soluzioni robuste e affidabili, spesso con trasformatore integrato per l’uso su linee a 100 V. Lone Audio privilegia l’estetica e la compattezza, con diffusori discreti e facili da integrare in ambienti hospitality e retail.
La gamma Rondson CSL a 100 V è composta da molti modelli di prezzo e caratteristiche diverse, fra i quali segnaliamo i seguenti:
Audiophony PA propone, fra i 15 modelli disponibili…
Parlando invece dei modelli più rappresentativi a bassa impedenza, segnaliamo:
Infine, Harmonic Design propone un ceiling speakers a bassa impedenza con prestazioni Hi-Fi, ideale per ambienti dove la qualità del suono è prioritaria. Si chiama IC230 ed è un altoparlante a 2 vie coassiale con woofer caricato in bass-reflex. Funziona sia a 8 ohm che a 70 / 100 V e offre un’emissione conica secondo un angolo di 80°. L'installazione è semplice e veloce grazie ai clip di fissaggio a sgancio rapido e alla dima inclusa, mentre la griglia frontale verniciabile permette un'integrazione perfetta in qualsiasi ambiente. Si adatta a spazi con vincoli strutturali grazie alla profondità d’installazione ridotta in soli 99 mm.
L’esperienza ci insegna che purtroppo gli altoparlanti per installazioni a soffitto sono spesso sottovalutati e ciò porta il proprietario del locale ad affidarsi, per la scelta e l’installazione, a un comune elettricista, trattando di fatto questo componente come se fosse una lampadina, un fusibile o una centralina di controllo per l’illuminazione. Questa visione errata porta il più delle volte ad una corsa al risparmio, in cui si crede di poter sonorizzare un negozio, uno store, un ristorante o una show room con quattro altoparlanti a soffitto spendendo il meno possibile. Se si percorre questa strada, il risultato sarà inevitabilmente proporzionale al prezzo, cioè deludente.
I ceiling speakers, forti della loro discrezione estetica, unita alla capacità di garantire copertura sonora uniforme, li rende protagonisti in ambienti pubblici e privati. Rondson, Audiophony PA, Lone Audio e Harmonic Design offrono un ventaglio di opzioni che risponde a tutte le esigenze: dal parlato, alla musica di sottofondo, alla conformità normativa per la sicurezza.
Per maggiori informazioni contatta il tuo agente di zona o scrivi una mail a info@audioeffetti.it.