Dopo aver affrontato, lo scorso anno, il tema dei diffusori tropicalizzati per applicazioni in esterni, è ora la volta dei fari IP65, passati in pochi anni dall’essere una nicchia speciale per festival, concerti, installazioni permanenti outdoor e progetti architetturali dove le condizioni meteo rappresentano sempre un’incognita, a diventare una scelta ormai diffusa e trasversale in tutto il settore del lighting professionale. In questo articolo riprenderemo brevemente il concetto di grado di protezione IP, ci concentreremo sugli aspetti costruttivi – cosa significa, in pratica, rendere un faro all weather – per concludere quindi con una panoramica dei proiettori IP65 più significativi presenti nel catalogo Audio Effetti, indipendentemente da tipologia, destinazione d’uso e fascia di prezzo.
La logica della classificazione IP è ormai familiare a chi opera nel nostro settore: in ambito professionale se ne parla spesso, perché rappresenta una caratteristica fondamentale per qualsiasi dispositivo destinato all’uso in esterni.
In estrema sintesi, i due numeri che seguono l’acronimo “IP” (Ingress Protection) indicano:
Una tabella completa è disponibile qui.
In teoria, sarebbe possibile ottenere un livello di classificazione IP assoluto; tuttavia, date le leggi della fisica e le tecnologie costruttive utilizzate nell’industria dello spettacolo, esistono dei livelli IP comuni proprio in relazione a come sono costruiti gli apparecchi, come IP20, IP44, IP65, IP68 ecc.
Uno dei più comuni per un proiettore, ma non solo, è IP65, dove:
Tradotto in pratica: l’apparecchio può lavorare all’aperto sotto la pioggia, in ambienti polverosi, vicino a fontane o in contesti dove è previsto lavaggio con acqua (entro certi limiti), senza che questo comprometta elettronica e ottica, a patto che sia installato correttamente.
I modelli IP68 e IP69 offrono un livello di protezione ancora maggiore, possono essere immersi in acqua permanentemente ecc.
È importante sottolineare che il grado IP rappresenta una classificazione e non una certificazione, come spesso erroneamente riportato. La norma IEC 60529, infatti, definisce i livelli di protezione, ma non prevede un ente terzo che certifichi il grado IP: il produttore può auto-dichiararlo, eventualmente supportato da test di laboratorio. Una certificazione, invece, richiede un organismo indipendente che verifichi e rilasci un documento ufficiale.
Questo significa che, anche se un proiettore è stato testato con getti d’acqua ad alta pressione per un certo periodo, ciò non garantisce automaticamente che resista per ore in condizioni estreme o anomale. È lo stesso principio degli orologi dichiarati waterproof: la profondità teorica non corrisponde necessariamente alle condizioni reali d’uso, e un impatto (come un tuffo con l’orologio indossato) o un movimento brusco possono comunque favorire infiltrazioni. Allo stesso modo, un faro IP65 lasciato sotto un uragano può mostrare segni di ingresso d’acqua pur essendo perfettamente conforme alla sua classificazione.
Da notare, infine, che questa classificazione non è l’unica esistente per le apparecchiature destinate a lavorare in condizioni particolari. Oltre alla norma IEC 60529, che definisce i gradi IP, esistono anche le classificazioni UL, stabilite dagli Underwriters Laboratories, un ente statunitense che si occupa di sicurezza elettrica e antincendio. A differenza dell’IP, che descrive in modo molto dettagliato la protezione contro polvere e acqua, le classificazioni UL sono più sintetiche e suddividono i prodotti in tre categorie principali: Dry Location, Damp Location e Wet Location, cioè zone asciutte, umide e bagnate.
Queste tre definizioni non indicano un livello di impermeabilità in senso stretto, ma specificano in quale tipo di ambiente l’apparecchiatura può essere installata in sicurezza. A differenza dell’IP, le classificazioni UL non sono auto-dichiarabili: richiedono test specifici e un processo di certificazione formale da parte dell’ente. IP e UL non si escludono a vicenda: rispondono a logiche diverse e, in alcuni casi, possono coesistere sullo stesso prodotto. IP descrive quanto un proiettore resiste a polvere e acqua, UL descrive dove può essere installato in sicurezza.
Rendere un proiettore davvero all weather non significa semplicemente chiuderlo in un corpo stagno o applicare qualche guarnizione qua e là. La classificazione IP65 è il risultato di un insieme di scelte progettuali che coinvolgono meccanica, elettronica, materiali e gestione termica. È un equilibrio delicato poiché il faro deve impedire sì l’ingresso di acqua e polvere, ma allo stesso poter dissipare calore, evitare condensa interna e garantire prestazioni costanti nel tempo, anche – e soprattutto - in condizioni ambientali difficili.
La prima barriera è sempre la struttura del corpo. I proiettori IP65 utilizzano generalmente chassis in alluminio pressofuso con superfici di giunzione progettate per accogliere guarnizioni in silicone o EPDM, materiali elastici che mantengono la tenuta anche dopo anni di esposizione a sole, sbalzi termici e vibrazioni. Le viti, spesso sottovalutate, sono un punto critico: se non sono dotate di o-ring dedicati o sedi incassate, possono diventare un canale d’infiltrazione. Lo stesso vale per il vetro frontale, che viene sigillato con collanti e guarnizioni specifiche per evitare che l’acqua penetri tra lente e corpo, uno dei punti più delicati in assoluto.
Accanto alla tenuta meccanica, c’è la protezione dei componenti elettronici interni. Driver LED, PCB e connettori vengono trattati con resine o coating protettivi (speciali rivestimenti applicati sui componenti elettronici) che impediscono all’umidità di raggiungere le parti elettroniche più sensibili. Si tratta di creare una “seconda linea di difesa” nel caso in cui una piccola quantità di umidità riesca comunque a superare la barriera esterna dell’involucro. La resina protettiva può essere applicata su entrambi i lati o solo su un lato. Ovviamente, è importante anche quanta se ne applica: maggiore è la quantità, maggiore il grado IP che può essere raggiunto.
Un altro elemento fondamentale riguarda i connettori e i passaggi dei cavi. Ogni ingresso è una potenziale via d’acqua, per questo si utilizzano pressacavi IP65/IP67 e connettori sigillati come powerCON TRUE1 o XLR/DMX con cappucci protettivi.
Uno degli aspetti più interessanti è la gestione dell’aria interna. Un proiettore IP non può essere completamente ermetico: l’aria cambia di volume con le variazioni di temperatura, e se non può uscire crea pressione interna che può deformare alcune parti interne, guarnizioni e sigillature. Per questo si utilizzano membrane traspiranti o valvole di compensazione, simili a quelle impiegate negli strumenti meccanici di precisione: permettono all’aria di uscire, ma impediscono all’acqua di entrare. È anche il modo più efficace per ridurre la formazione di condensa sulle lenti interne, un problema molto comune nei prodotti economici.
A tal proposito, una tra le tecnologie più efficaci sviluppate negli ultimi anni in tal senso è DryTech di SGM, l’ultima rappresentata nel settore lighting da parte di Audio Effetti, che combina due elementi: da un lato un processo di deumidificazione attiva brevettato, dall’altro la progettazione e i materiali utilizzati per realizzare gli chassis IP e resistenti alla corrosione. Il cuore di DryTech è un processo di elettrolisi controllata: una piccola quantità di corrente attraversa una membrana interna e scinde le molecole d’acqua presenti nell’aria in idrogeno e ossigeno. In questo modo l’umidità viene rimossa direttamente dall’interno del proiettore, riducendo drasticamente il rischio di condensa, ossidazione e danni ai componenti elettronici. È un approccio molto diverso da quello adottato da altri produttori, che spesso si limitano a utilizzare sacche assorbenti “usa e getta” oppure a generare calore per far evaporare l’acqua. DryTech, invece, è un sistema attivo e permanente, che lavora a livello molecolare e non richiede sostituzioni periodiche.
Ad oggi, nel settore dell’illuminazione architetturale e dell’intrattenimento, DryTech rimane l’unica tecnologia di deumidificazione realmente attiva integrata nei proiettori. È uno dei motivi per cui i prodotti SGM sono particolarmente apprezzati nelle installazioni outdoor di lunga durata, dove la stabilità interna del faro è tanto importante quanto la protezione contro pioggia e polvere.
Questi, e altri accorgimenti, lavorano insieme per creare un proiettore realmente adatto all’uso outdoor. È grazie a questa evoluzione costruttiva che oggi i fari IP65 sono diventati una scelta sempre più diffusa per festival, installazioni permanenti e progetti architetturali, dove affidabilità e ridotta manutenzione fanno davvero la differenza.
Fari a testa mobile motorizzata
Fra questa specifica categoria di fari, segnaliamo in particolare:
Briteq BTI-BLIZZARD: all’interno del catalogo Audio Effetti, questa serie costituita da ben otto modelli rappresenta una delle soluzioni più complete e affidabili per chi cerca teste mobili motorizzate IP65. Si tratta di proiettori progettati per lavorare in condizioni meteo difficili, con chassis sigillati, ottiche protette e un livello di potenza che li rende adatti anche ai palchi di grandi dimensioni. La filosofia è chiara: offrire prestazioni da touring di fascia alta con la robustezza necessaria per restare all’aperto tutto l’anno senza richiedere manutenzione continua. Esistono in diverse varianti, dai Wash ai Profile, sia con sorgente LED che laser.
Tarm BLAZE e REVOLT, proiettori con sorgente laser caratterizzati da una luminosità eccezionale e funzionalità zoom che consentono di controllare l'angolo di deflessione per ottenere un raggio quasi parallelo con divergenza estremamente bassa e conseguente grande visibilità sulle lunghe distanze. In particolare, sono realizzati con materiali resistenti come magnalium e leghe pressofuse e classificati IP66 per garantire impermeabilità, con un funzionamento affidabile in condizioni esterne estreme da -20 a 45 °C.
LED bar
In questa categoria di prodotti troviamo:
Briteq BTI-LIGHTSTRIKE IP66, barra LED ibrida estremamente potente per effetti strobe CW e pixel-mapping RGB, con 112 LED CW e 672 LED RGB in 32 zone. Supporta DMX, RDM, Art-Net e sACN, con modalità estese fino a 123 canali per controllo pixel-by-pixel
PAR LED
Questa è senza dubbio la categoria che contiene più proiettori da esterno e quindi dovremo necessariamente fare una selezione.
Tra i proiettori compatti per uso outdoor, i PAR LED IP65 di Briteq rappresentano una soluzione estremamente versatile: robusti, potenti e progettati per garantire una resa luminosa definita anche in ambienti aperti, sotto la pioggia o in contesti polverosi. Sono corpi illuminanti pensati per installazioni permanenti, eventi all’aperto e applicazioni architetturali, con un’ampia scelta di potenze, ottiche e configurazioni che li rendono adatti a qualsiasi scenario professionale.
Wall Washer da esterno
Per l’illuminazione di superfici, facciate e grandi aree sceniche, la categoria dei Wall Washer da esterno occupa un ruolo centrale. In questo segmento, all’interno del catalogo Audio Effetti spiccano in modo particolare i PALCO di SGM, considerati un riferimento assoluto per qualità della luce, coerenza cromatica e robustezza costruttiva, grazie a tecnologie proprietarie di cui abbiamo già parlato nel relativo articolo.
Accanto ai PALCO, la categoria comprende anche modelli di altre marche più orientati alle installazioni permanenti, pensati per facciate, percorsi luminosi, parchi e contesti architetturali. Questi prodotti privilegiano efficienza, uniformità e facilità di integrazione, offrendo soluzioni versatili per chi deve illuminare superfici esterne in modo stabile e continuativo… anche sotto la pioggia!
Ecco un paio di esempi:
Fari teatrali, da palco, luci chiave
Sebbene la maggior parte dei fari teatrali tradizionali non sia IP65, negli ultimi anni sono comparsi alcuni modelli progettati per portare la qualità della luce “da teatro” anche in contesti outdoor, installazioni permanenti o palchi esposti agli agenti atmosferici. Ecco qualche esempio:
Fari a batteria
L’ultima categoria a cui facciamo solo accenno, per ragioni di spazio, è quella dei fari a batteria, dove le possibilità di scelta per i modelli da utilizzare outdoor è davvero vastissima. Sul sito web di Audio Effetti esiste una pagina apposta che elenca tutti questi modelli, realizzati con materiali ultraresistenti che li rendono molto robusti e duraturi per gli ambienti esterni.
Oggi il mondo dei proiettori IP65 non è più una nicchia riservata a poche applicazioni speciali: è diventato uno standard trasversale che abbraccia teste mobili, barre LED, wall washer, ciclorama, key light, fari a batteria e persino proiettori teatrali. La disponibilità è ampia, diversificata e in continua crescita, con soluzioni pensate sia per il rental e il touring, sia per installazioni permanenti e progetti architetturali.
Questa evoluzione permette a tecnici, service e light designer di scegliere il faro più adatto non solo in base alla potenza o al tipo di fascio, ma anche in funzione dell’ambiente, della durata dell’installazione e del livello di manutenzione richiesto. In un mercato così ricco, il grado IP65, o comunque una classificazione equivalente o superiore, è un requisito che amplia le possibilità creative e garantisce affidabilità anche nelle condizioni ambientali più difficili.
Per maggiori informazioni contatta il tuo agente di zona o scrivi una mail a info@audioeffetti.it