Gli amplificatori rappresentano un anello fondamentale nella catena audio: sono lo stadio deputato all’amplificazione del segnale e, insieme ai diffusori, i maggiori responsabili della qualità di riproduzione di un impianto.
Audio Effetti ha selezionato amplificatori analogici, digitali (in Classe‑D), modelli con DSP integrato, disponibili in diversi formati e potenze, adatti sia alle installazioni fisse sia all’impiego in sistemi di sound reinforcement. Questa varietà consente di scegliere la soluzione più adatta alle esigenze del progetto, dal piccolo impianto commerciale ai sistemi PA professionali.
2 x 1800 W @ 4 ohm Class-H professional PA power amplifier
Prezzo di listino da scontare
(IVA esclusa)
€ 1.828,70
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Un amplificatore in Classe‑D, definito anche amplificatore switching, trasforma il segnale d’ingresso analogico in un segnale PWM (modulazione di larghezza d’impulso), cioè una sequenza di impulsi che rappresenta ampiezza e frequenza del segnale originale. Il segnale PWM viene quindi amplificato e, prima di essere inviato ai diffusori, filtrato tramite un passa‑basso per ricostruire la forma d’onda audio e rimuovere le componenti ultrasoniche indesiderate.
Il maggiore vantaggio degli amplificatori in Classe‑D è la loro altissima efficienza, che raggiunge valori intorno al 90%, nettamente superiori a quelli degli amplificatori in Classe‑AB (circa 50 – 70%). In pratica, riescono a convertire quasi tutta l’energia assorbita dalla rete in potenza utile.
Grazie a questa caratteristica, la Classe‑D si è affermata in ambito professionale: permette di ottenere potenze molto elevate, anche migliaia di watt per canale, con dimensioni ridotte, minor dissipazione termica e, in alcuni casi, senza la necessità di grandi dissipatori o ventole di raffreddamento.
Oggi la quasi totalità degli amplificatori di potenza (nel nostro settore) utilizza circuiti in Classe‑D, salvo rare eccezioni.
Nel mondo audio, il termine "amplificatore digitale" viene spesso utilizzato per convenzione: uno stadio di amplificazione digitale riceve comunque un segnale analogico e restituisce un segnale analogico amplificato alle uscite dei diffusori. La definizione “digitale” deriva dal fatto che la Classe‑D utilizza, come abbiamo visto, una modulazione PWM (impulsi ad alta frequenza) per pilotare lo stadio finale, ma il percorso del segnale rimane analogico, cioè senza alcuna quantizzazione del segnale e quindi trasformazione nel dominio numerico.
Gli amplificatori con DSP, invece, integrano un vero processore digitale del segnale. In questo caso il segnale viene convertito internamente in digitale tramite ADC (oppure ricevuto direttamente in formato digitale dagli ingressi), elaborato matematicamente (EQ, filtri, limitatori, delay, routing, protezioni) e poi riconvertito in analogico tramite DAC prima di raggiungere lo stadio di potenza che, lo ripetiamo, resta analogico.
Un amplificatore con DSP permette quindi di controllare e ottimizzare l’intero sistema audio, con preset richiamabili e una gestione molto più precisa di tutti i parametri.