I diffusori a colonna sono oggi tra le soluzioni più apprezzate per la sonorizzazione di ambienti medio-piccoli e acusticamente complessi. La loro geometria ad array lineare consente un controllo della direttività nettamente superiore rispetto ai tradizionali point source, riducendo le riflessioni su pavimento e soffitto e migliorando in modo significativo l’intelligibilità del parlato. Grazie alla somma coerente delle emissioni di piccoli trasduttori a larga banda, generano un fronte d’onda di tipo cilindrico che mantiene un livello sonoro più uniforme anche a distanza. Compattezza, design discreto e facilmente integrabile, insieme alla praticità di trasporto, li rendono ideali per eventi corporate, conferenze, piccoli ensemble musicali e installazioni fisse. In questo articolo analizzeremo i principi fondamentali di questa tecnologia e dedicheremo un focus alla Elokance Tower 12, un sistema attivo a tre vie potente, versatile e sorprendentemente accessibile.
I diffusori a colonna hanno rivoluzionato il modo di pensare e progettare un sistema per la diffusione sonora. Pur derivando dal principio del line array verticale, sono ottimizzati per applicazioni su scala inferiore, non certo per grandi concerti, ma vantano un equilibrio ideale tra qualità audio, controllo della dispersione e integrazione estetica negli ambienti. La logica alla base è semplice: piccoli altoparlanti, generalmente da 3 o 4”, disposti in linea verticale e molto vicini tra loro, che si comportano come un’unica sorgente coerente. Avvicinando più centri di emissione in modo opportuno, la dispersione passa gradualmente da sferica a cilindrica (a determinate frequenze), tende a “restringersi” in senso verticale e si genera una pressione sonora inversamente proporzionale alla distanza (∝ 1/d) e non al suo quadrato (∝ 1/d2).
La capacità di generare una vera radiazione a onda cilindrica consente all’onda di pressione generata di percorrere anche decine di metri con un decadimento molto contenuto, tipicamente di soli 3 dB per ogni raddoppio della distanza dal punto di emissione. Questo comportamento, impossibile da ottenere con un diffusore point source tradizionale, permette di raggiungere in modo efficace anche le ultime file senza dover aumentare eccessivamente il volume, riducendo così il rischio di disturbo verso l’esterno e migliorando il comfort acustico degli ascoltatori più vicini. In altre parole, si riduce molto quel fastidioso effetto che avete senz’altro sperimentato ascoltando un gruppo live, per cui in prossimità del diffusore si è investiti da un’elevata – quanto fastidiosa – pressione sonora, che diminuisce rapidamente allontanandosi, il che crea la tendenza ad alzare il volume ancora di più…
Sebbene condividano lo stesso principio fisico dell’array verticale, i diffusori a colonna non sono tutti uguali e non sono pensati per gli stessi utilizzi. Esistono infatti due grandi famiglie:
Un esempio significativo è rappresentato dalle LEM Commercial BORA44-LINE, colonne passive a due vie dotate di quattro mid-woofer con membrana in Kevlar da 4" e un tweeter a tromba da 1", adatte a condizioni atmosferiche critiche essendo protette dalla polvere e in grado di resistere a spruzzi e getti d'acqua da qualsiasi direzione (certificazione IP56).
Naturalmente, non sono le uniche, perché il catalogo Audio Effetti ne comprende molte altre.
Capire questa distinzione è fondamentale per scegliere il sistema più adatto: la forma può essere simile, ma la destinazione d’uso è profondamente diversa.
Possiamo così riassumere i vantaggi dei diffusori a colonna rispetto ai Point Source:
Nei point source il suono si irradia in modo sferico, colpendo pavimento e soffitto e generando riflessioni che peggiorano la chiarezza. Le colonne, invece, producono un fronte d’onda cilindrico con dispersione verticale molto stretta:
Un diffusore tradizionale perde circa 6 dB a ogni raddoppio della distanza. Una colonna circa 3 dB, per cui garantisce:
Migliore resa sulle medie e alte frequenze
La somma di molti piccoli driver permette una riproduzione più precisa e meno aggressiva delle frequenze critiche per voce e strumenti. Il woofer del sub rimane dedicato alle basse, migliorando la pulizia generale.
Compattezza, estetica e facilità di trasporto
Le colonne sono sottili, leggere, integrate e spesso modulari (vedi Diffusori a Colonna). Sono perfette per:
La dispersione orizzontale è generalmente piuttosto larga (90° – 140°), ideale per platee ampie senza necessità di più diffusori laterali.
I diffusori a colonna trovano impiego in:
A rappresentare la categoria dei diffusori a colonna PA abbiamo preso come esempio un prodotto particolarmente interessante, Elokance Tower 12, che sorprende già dai primi minuti di ascolto, perché riesce a combinare potenza e coerenza timbrica in un formato compatto e un design moderno e tecnologico.
Elokance è un marchio di diffusori francesi caratterizzato da una linea di prodotti dal rapporto qualità/prezzo particolarmente vantaggioso. In questo caso parliamo di un sistema attivo a tre vie progettato per offrire una risposta in frequenza full range, con un subwoofer da 12" capace di generare basse frequenze solide e controllate, grazie anche a un cabinet in multistrato di betulla, e una colonna realizzata in ABS composta da sei driver da 3" dedicati alle medie e un tweeter da 1,8" con magnete al neodimio, responsabile della brillantezza e della definizione sulle alte. Questa architettura permette alla Tower 12 di mantenere un equilibrio sonoro molto naturale, con una voce sempre in primo piano e una resa musicale che rimane pulita anche a volumi sostenuti. Si noti che delle due colonne, solo quella superiore ha gli altoparlanti, quella inferiore funge da base di supporto. Il collegamento elettrico avviene tramite un connettore sulla parte superiore del sub, che invia il segnale già amplificato alla colonna: nessun cavo di segnale sarà dunque necessario.
L’ampia dispersione orizzontale delle Elokance Tower 12 è uno dei suoi punti di forza: consente di sonorizzare platee larghe senza necessità di diffusori aggiuntivi, mentre la direttività verticale controllata riduce le riflessioni indesiderate, rendendo il sistema particolarmente efficace in sale conferenze, eventi corporate e ambienti acusticamente difficili. Nonostante la potenza dichiarata — 800 WRMS (di cui 500 per il subwoofer e 200 per l’unità medio-alti) che arrivano a 2000 W di picco — la Tower 12 rimane sorprendentemente gestibile, con un livello di pressione sonora massimo di 130 dB che la colloca tra le soluzioni più performanti della sua categoria.
Dal punto di vista operativo, è pensata per essere immediata all’uso, con tutti i comandi sulla parte superiore del sub. Il DSP integrato permette di ottenere un suono equilibrato senza interventi complessi: è possibile regolare il volume generale e quello del solo sub in maniera indipendente e scegliere fra quattro preset di fabbrica: Music, Club, Live e Speech. La connettività, che prevede due ingressi Combo, 2 × RCA stereo + mini-jack da 3,5 mm, un ingresso jack ad alta impedenza da 6,3 mm (naturalmente tutti con regolazione del volume) e Bluetooth 5.3 con funzione TWS, rende adatto il diffusore a qualsiasi scenario, dal musicista solista al DJ, fino al service che necessita di un sistema Plug & Play semplice e affidabile. Da notare la presenza di una presa USB che consente di ricaricare dispositivi multimediali all’occorrenza.
L’uscita Line bilanciata permette di linkare le Tower 12 a qualsiasi altro sistema audio, anche se per creare un sistema stereo con questi diffusori (che, lo ricordiamo, nascono mono) il collegamento più logico è quello di utilizzare una seconda Tower 12 con Bluetooth TWS o prelevare l’uscita stereo da un mixer e inviare separatamente i due canali L e R.
Il trasporto dell’intero sistema è agevolato dalle borse incluse, che offrono una rassicurante imbottitura.
In sintesi, Elokance Tower 12 è un diffusore che si rivolge a chi cerca un sistema a colonna capace di unire qualità sonora, potenza, facilità d’uso e praticità a un prezzo di listino che supera di poco i 1000 Euro. È una soluzione ideale per eventi di piccole e medie dimensioni, installazioni leggere e situazioni in cui serve una resa sonora di ottima qualità e con una gamma bassa dotata del necessario punch per la riproduzione di sorgenti ad alta dinamica, pur restando molto pulita.
Acquistandone una coppia, si potranno allestire DJ set in grado di sonorizzare senza problemi feste di matrimonio fino a 150 persone, giusto per fare un esempio!
Il rapporto qualità/prezzo, considerando le prestazioni offerte, è uno degli elementi che la rendono particolarmente interessante per il mercato italiano.
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